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La Mummia: intervista a Rob Cohen

Presentiamo, per gentile concessione di Way to Blue, una intervista al regista del film La Mummia: la tomba dell’Imperatore Dragone, Rob Cohen, realizzata il primo ottobre a Roma.

Abbiamo notato da alcune sue dichiarazioni che ci tiene molto all’utilizzo di Internet...

Assolutamente! Internet è uno strumento senza tramite e la cosa comporta dei risultati estremamente interessanti. Dal mio blog e dal feedback diretto delle persone ho capito che al pubblico non bastano 2 ore di visione del film, ma vuole anche conoscere la storia del film prima e dopo e sapere come si fa una cosa piuttosto che un’altra. Il confronto che ho sul blog con la gente che mi segue è fantastico: quando ho postato la locandina ufficiale de La Mummia 3 sul mio blog si è scatenata una discussione iniziata da un utente che attaccava questa scelta. Il risultato? Dopo qualche ora c’erano centinaia di utenti che gli rispondevano per le righe e supportavano il mio operato... oltre all’imperatore anche io ho la mia armata!

Il terzo episodio della mummia è ambientato in Cina: è dovuto alla sua passione per la cultura orientale?

Non ho mai fatto prima sequel dei miei film. Quando mi han chiesto di fare la mummia 3 io ho pensato: “ma perchè mai?”. Mi hanno convinto dicendomi che stavolta l’episodio sarebbe stato girato in Cina, facendo leva sulla mia passione per la cultura orientale... io sono di fede buddista (mostrando il rosario al polso) e loro hanno trovato gli argomenti giusti.

Nel film è ben delineato il rapporto tra padre e figlio, fra i loro lavori e la loro vita privata. Quanto c’è di personale?

Mio figlio ha 21 anni, penso che ognuno arrivi ad un punto nel quale deve fare delle scelte e confrontarsi. Io sono un regista, quando hai a che fare con gli attori gli spieghi bene cosa devono fare, questo da un certo punto di vista mi ha aiutato a capire come fare il padre. Credo in realtà che siano più i figli a crescere i propri padri, facendogli fare un passaggio fondamentale: da uomini a veri uomini.

Che ne pensa dell’Italia, come si sta trovando?

Ho già girato 2 films a Roma, ci sto benissimo. Ho letto la storia di Roma, mia moglie è italiana, ho il passaporto italiano. Mi piacerebbe fare un film italiano, fatto in Italia, per l’Italia. Qui si vive in modo unico, c’è arte ovunque, si vive in un presente che tiene bene a mente il passato.

E del cinema italiano cosa pensa?

Il cinema italiano del passato è stato stupendo. Il neorealismo, Roma città aperta, Ladri di biciclette, tutto ciò mi ha portato a pensare di fare il regista. Quel cinema è l’esatto contrario di Hollywood!
Io amo Fellini e il suo senso della realtà enfatizzato.
Uno dei film che mi ha forgiato è Nuovo cinema paradiso, il racconto delle relazioni sociali dai piccoli ai grandi centri. Mi sono immedesimato con il personaggio e me ne sono innamorato.

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