Dopo averci pensato su per un po’ ho acquistato la versione UK (Network) in Blu Ray di Spazio 1999.
Credetemi, sembra una serie girata 10 giorni fa. La qualità video è veramente fantascientifica (nel libretto interno ci sono diverse pagine dedicate a spiegare il lavoro di restauro che è stato fatto), la quantità di particolari che si apprezzano a video è inimmaginabile. I colori sono nitidi e bilanciati, insomma, un piacere per gli occhi.
Traccia audio solo inglese, con sottotitoli in inglese, solo per gli episodi, che purtroppo non sono letterali ma una specie di sintesi (dovrebbero imparare dalla BBC che sui dvd/BR di Doctor Who mette i sottotitoli letterali sia sugli episodi che sugli extra e anche sugli eastern eggs, quando ci sono)
Interessante seguire la recitazione in inglese con i netti contrasti derivanti dalle varie nazionalità degli attori. La voce originale della Bain è molto bella e sensuale, quella di Landau molto più "soft" rispetto al tono imperioso a cui siamo stati abituati dal grande Michele Kalamera.
Tanta qualità mette anche in mostra i limiti del girato, non solo per i mezzi (anche se le aquile sembrano vere in alcune inquadrature, mentre pianeti e spazio aperto mostrano tutta la loro natura artigianale) ma nella recitazione. La Bain è ancora più statica di come la ricordassi, la maggior parte degli attori tende ad essere inespressiva.
Sembrano tutti un po’ dei pupazzi, come raccontava il buon Morse (a causa delle direttive di Anderson e della sua abitudine a gestire i puppets, come narrò nella prima, indimenticabile, Moonbound).
Insomma, agli attrezzati di BR, ne consiglio vivamente l’acquisto, se la visione in lingua non vi spaventa.
Recensioni
Se avete visto Scream 2 ricorderete un simpatico dialogo che Wes Craven mette in scena nella classe di cinematografia nel quale si discute sull’ipotesi che i seguiti dei film siano migliori, o peggiori, dei numeri uno.
Di solito non parliamo molto, direi quasi mai, di cinema horror e di tutti i sui sottogeneri, ma, in fondo, siamo sempre nel grande filone del fantastico.
Parto da una premessa della quale, sono certo, non sentirete il bisogno (potete saltare il paragrafo pari pari senza pentimenti). Avevo comprato il BR di Divergent mesi fa, sulla scia dell’entusiasmo, mai sopito, per Hunger Games e l’ho lasciato a prendere polvere fino a ieri.
Luc Besson è un regista che mi è sempre piaciuto per molti motivi, in particolare per il suo stile e per il gusto delle storie che ha portato sullo schermo, a volte forti e dure, come in Nikita e Leon, altre divertite e divertenti, come le sceneggiature dei vari Taxxi e del delizioso Wasabi.

