Il lungometraggio di cui vi parlo oggi è una produzione italiana della Morpheus Ego diretta da Michele Pinto.Quali fantastiche storie ci narra questo film?
Si parla di templari, certo, come vediamo nell’incipt ambientato nel profondo passato dove un cavaliere si scontra con strani monaci armati di sai (che siano agenti de “La Mano”?) ricalcando movimenti familiari a chi ha apprezzato Matrix.
E si parla anche di mistero, attraverso una sorta di viaggio-pellegrinaggio alla ricerca del segreto dell’antico ordine.
La storia è comunque focalizzata su un gruppo di amici, sapientemente caratterizzati, e dalle dinamiche dell’interazione delle loro vite.
Abbiamo quindi il giovane e talentuoso regista Benny, alla ricerca della svolta della sua vita, il rampollo della famiglia imprenditoriale Luchino che vuole iniziare un suo business, il maestro di arti marziali Yama con la sua saggezza orientale e la sua ragazza Cleo, il borioso Rico, sempre pronto alla battuta sferzante in ogni occasione e il mistico Stefano, dalle cui ricerche si svilupperà il percorso della storia.
In più una serie di personaggi di contorno tra cui spicca Pasquale, gretto e provinciale, che gira l’Italia per concorsi per ottenere il tanto agognato posto fisso.
La trama, che non vi svelerò invitandovi a vedere la pellicola, tocca nel suo sviluppo anche temi piuttosto importanti e cruciali, come l’usura, il lavoro e il degrado paesaggistico, mantenendo comunque un tono leggero.
Ma il fulcro vero e proprio del film, al di là delle tematiche tra il mistero e la vita di tutti i giorni, è nell’atto d’amore, vero e sincero, verso la terra in cui la storia è ambientata e da cui provengono attori e operatori, la Puglia, della quale ci vengono mostrate, non senza un sottile velo critico, le bellezze e i meravigliosi luoghi pieni di storia, cultura e civiltà.
Il film di per se non è esente da una serie di difetti tipici di una pellicola a metà strada tra l’amatoriale e il professionale, con una sceneggiatura a tratti troppo prolissa con dialoghi al limite del didascalico, ma va dato atto dello sforzo realizzativo del regista, della troupe e del bel gruppo di attori protagonisti nonché alla scelta dell’immagine, in alcuni casi livida e quasi “sporca” che bene si adatta ad alcune fasi del racconto.
Aspettiamo tutto il gruppo alla prossima prova certi che produrranno un’opera ancor più matura ed interessante.
[NdR: questo breve intervento doveva essere redatto già da molto, moltissimo tempo. Mi scuso dell’inusitato ritardo con tutti gli interessati ed in particolare con Felice che mi ha fornito la pellicola]



